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Che cosa si intende per Comunicazione?

Il Comunicatore un lavoro con la L maiuscola

C’è chi diventa ingegnere, chi avvocato, chi dottore, chi architetto, chi professore e poi, c’è chi decide di diventare un esperto di comunicazione ed è qui che cominciano le difficoltà!

Nel corso degli anni ti sentirai dire frasi di questo tipo:

  • Sì ma cosa fai? Di cosa ti occupi insomma?
  • E che ci vuole! Io ho un cugino che è un genio della grafica.
  • Mio figlio sapessi come usa Facebook e Instagram…da paura.

È chiaro che le difficoltà nascono quando cerchiamo di spiegare, ai più, che far parte di un team di un’agenzia di comunicazione è un lavoro e che non lo è per tutti. Spesso viviamo il nostro lavoro all’insegna del cugino di turno che è pronto a fare meglio di noi, dell’esperto presente nei webinar pronto a svelare l’acqua calda, oppure del marito esperto in informatica o, ancora, del creativissimo che suggerisce il classico logo con lo Sfusato di Amalfi, il Vesuvio alle spalle e, per finire, un pomodoro ad indicare che siamo la patria della “pummarola“.  Tutta questa chiassosa, ripetitiva e stereotipata rappresentazione serve a comunicare che il prodotto è Campano. Ma questi solo alcuni degli eventi che, di tanto in tanto, annoveriamo per non dimenticare.

 

Qual è lo scopo del comunicatore?

Chi sceglie di essere comunicatore, progettista grafico, web developer, content manager, tecnologo della comunicazione, account executive e tante altre figure che non cito, non per minore importanza, ma perché occorrerebbero righe e righe di word, deve essere una persona molto preparatacuriosaculturalmente aggiornata sia del passato che del presente.

Il perno su cui ruota tutto è la conoscenzail sapere, a queste doti aggiungiamo altre capacità come l’ascolto, la capacità comunicativa, la relazione, la creatività, la pazienza. Il lavoro richiede una formazione specifica e adeguata.

Ma sopra ogni cosa occorre “l’esperienza ”senza di essa avremmo solo tanta teoria in testa.

C’è però un aspetto da non sottovalutare: molte sono le persone che tendono ad improvvisare questo mestiere, pensando che un semplice corso di poche ore o una piattaforma grafica gratuita possa fornire la bacchetta magica per diventare esperti e geni indiscussi del marketing e della comunicazione.

Non è così! Quante volte leggiamo post da Facebook o email che sostengono che in soli 3 giorni si può far impennare la propria pagina social diventando il David Copperfield del Social Web.

Si lanciano promesse inarrivabili anche se, in molti credono lo siano. Per non parlare dei costi di questi magici servizi: rate mensili ridicole in cui il rapporto ore/lavoro diventa impossibile da un punto di vista matematico e fattivo e aggiungo, ma chi offre un buon lavoro efficace a questo prezzo? Una falla da qualche parte deve pur esserci, chiedetelo ad una esperta massaia che sa bene come si fa una spesa e come si scelgono i prodotti.

Detto ciò, amiamo essere liberi e soprattutto, desideriamo che, chi viene da noi sia un soggetto libero pertanto, per prima cosa, invitiamo tutti a sedersi nel luogo in cui si sentono più comodi e accolti, meglio se fosse simile ad una casa. 

 

  • Chi è il comunicatore?

Il Comunicatore deve “stare sempre sui mercati”, deve essere un curioso cronico, patologia complessa e difficile, deve possedere solide conoscenze di Merceologia, Microeconomia, Economia politica, Sociologia, Semantica, Psicologia, Scrittura creativa e tecnica, Tecnologia della Comunicazione Visiva e Multimediale, Statistica, Semiologia, Social e Mass Media, Cromatologia. Lo so non è poco, diciamo che è così tanto da impegnare una vita intera. Come diceva il grande Eduardo de Filippo: “Gli esami non finiscono mai” ed è questa la chiave con cui ogni giorno, seppur da quasi 40 anni, ci alziamo la mattina e ci dedichiamo ai lavori. Non ci sentiamo mai troppo vicino alla meta, siamo sempre pronti a cercare nuove sfide, idee, soluzioni, proprio come recita la nota prosa di Kavafis Itaca. Accanto a questa proattività siamo consapevoli del bagaglio esperienziale accumulato fino ad ora, oro e mirra, conquistati lungo la via della comunicazionepietre preziose dal valore inestimabile che sappiamo proporre e scegliere.

La Rete pullula ogni giorno di novità su come fare siti web efficaci, su come accrescere la propria visibilità e le vendite online, su come aumentare i like della pagina.

 

Fate attenzione che questi sono gli obiettivi! Per il raggiungimento di questi obiettivi è fondamentale, prima di iniziare qualunque attività, pianificare una strategia! La domanda che dobbiamo porci, più di ogni altra cosa, è:

 

  • Come si costruisce una strategia?

Quelli che abbiamo citato sopra sono utili strumenti, ma la strategia è altra cosa, è il motore con cui stabiliamo “il come” ed è frutto del pensiero dell’individuo a cui ci affidiamo, della sua esperienza e della sua capacità. Non esistono brevetti, né logiche uguali e valide per tutti allo stesso modo.

La strategia è frutto di molteplici fattori ed è soggettiva ed unica. Purtroppo non è scienza infusa per questa ragione occorre l’esperienza. Le strategie cominciamo da alcuni fattori importanti:

–       Domandare per comprendere l’identità del soggetto, la sua storia, i suoi valori

–       Ascoltare

–       Valutare e optare per scelte impopolari e finalizzate

–       Comprendere quali strumenti sono adatti alla nostra strategia e quali sono da evitare

–       Leggere, nel tempo, i risultati

–       Riadattare la propria strategia in base ai risultati

 

  • Consigli per voi

Sembra facile? In realtà non lo è! Diffidate da chi, dai suoi megafoni proclama di avere la soluzione a tutto e magari anche ad un costo stracciato visto i tempi che corrono. Esercitare il dubbio porta alla verità, alla conoscenza, Socrate dall’alto del suo sapere lo affermava. Ricordatevi un antico proverbio napoletano: “Nisciun te ric’ lavat a faccia ca si chiù bell e me” che vuole dire “nessuno darà mai consigli ad un altro per farlo diventare migliore o più gradito di se stesso, aggiungiamo a costi bassi”. Quindi imparate a distinguere bene gli improvvisati dagli addetti ai lavori.