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10 consigli su come scrivere un articolo per Blog

10 consigli su come scrivere un articolo per blog: mini guida utile

  1. Come scegliamo l’argomento da trattare?
  2. Qual è l’obiettivo?
  3. Se non si ricordano di te non è un contenuto da Re.
  4. Ricerca di fonti web e cartacee.
  5. Come si struttura un articolo?
  6. Come cercare le main keyword e quelle correlate?
  7. Struttura in: titoli, paragrafi, elenchi puntati
  8. Come creare la libreria dei media?
  9. Call to action: come si fa?
  10. Misurare l’efficacia dell’articolo.

Come si fa a scrivere un articolo per un Blog?  La scelta dell’argomento da trattare in un blog aziendale è importante. Gli articoli sono contenuti che aiutano a far crescere la visibilità di un sito web, a intercettare il pubblico disponibile ad ascoltarci e a leggerci. Se il pubblico reputa che siamo interessanti crea con noi un rapporto di fiducia e così possiamo dire che la comunicazione “accade”. La particolarità del web è che possiede una serie di regole che non possono essere eluse e pertanto occorre seguirle in modo preciso.

Come scegliamo l’argomento da trattare?

In base agli obiettivi commerciali dell’azienda, non è produttivo parlare di qualcosa che non è coerente e di interesse rispetto alle strategie. Gli obiettivi strategici sono determinati attraverso una analisi puntuale di lungo periodo dei punti di forza, di debolezza, le opportunità e le minacce dell’azienda. Inoltre, esistono molti fattori fuori dal nostro controllo come gli eventi improvvisi da gestire. Dunque, tutto questo ci fa comprendere che la scelta degli argomenti da trattare, non essendo campata in aria, va valutata in modo preciso. La scelta del contenuto non è semplice e spesso non riusciamo a sfruttare tutte le sue potenzialità, a sviscerare tutto ciò che andrebbe sviscerato. Quando leggiamo qualcosa in Rete o su un periodico, quotidiano cartaceo, ci rendiamo subito conto se quella comunicazione crea propensione al contatto, fiducia e interesse e, certamente, non dipende dalla correttezza lessicale e sintattica.

Qual è l’obiettivo?

Esistono diverse tipologie di articoli: i redazionali quando argomentiamo sui prodotti specifici di una azienda e gli articoli di posizionamento. I redazionali sono mirati a far conoscere l’azienda, i suoi prodotti non a caso vengono utilizzati cataloghi, immagini (con autorizzazione aziendale). La seconda tipologia di articoli, invece, è quella in cui decidiamo di trattare un argomento perché determinante per le ricerche e l’interesse del pubblico.

Se non si ricordano di te non è un contenuto da Re.

Un articolo procura efficacia quando riusciamo a produrre coinvolgimento nelle risposte date al pubblico. Il giornalista e marketer Riccardo Scandellari ha riportato una interessante gerarchia dei bisogni nel content marketing. Egli afferma che esistono quattro esigenze diverse e quattro effetti che si possono ottenere:

  1. Risposte – è il tipo di contenuto più semplice, quello che attiva la maggior parte del pubblico. Le persone sono sempre alla ricerca di soluzioni e di informazioni. Questo pubblico una volta ottenuta la soluzione è meno portato a ricordarsi della fonte che gliel’ha fornita.
  2. Insegnamenti – la risposta generica, singola cattura un pubblico enorme tuttavia è nello sviluppo di un percorso di crescita o culturale che ottieni la vera attenzione del pubblico. In questo caso chi legge il nostro contenuto avrà un ricordo migliore.
  3. Connessioni emotive – possiamo creare sorpresa, rabbia, paura, attesa, gioia, nostalgia, speranza e dunque, trasportare le persone nel luogo da cui proverranno le emozioni associate al nome o al brand dell’azienda. Le emozioni sanno farsi ricordare e permettono, a chi è in grado di suscitarle, di stabilire un legame emotivo con chi le prova.
  4. Ispirazioni – questo è il contenuto più complesso con il quale, se si hanno le capacità di realizzarlo e la fiducia di chi ne fruisce, si raccolgono due grandi risultati. Il primo è essere considerati leader nel settore. Il secondo è contribuire ad una nuova visione del mondo, a cambiare le menti e le strategie nelle persone che si lasciano coinvolgere. Perché il meccanismo funzioni bisogna aver creato, in precedenza un seguito sufficiente che condivida e sostenga le tesi esposte. Questa è definita come la “cima della piramide dei bisogni di contenuto” che consente di ottenere dei risultati inaspettati.

Le risposte dirette sono la base dei bisogni di chi ci legge e, qui, troviamo la fetta consistente di pubblico; tuttavia è sulla cima della piramide che si raggiunge l’efficacia verso un pubblico selezionato.

 

Ricerca di fonti web o cartacee

Una volta scelto l’argomento bisogna ricercare fonti attendibili. Le fonti possono essere digitali oppure cartacee, l’importante è prendere spunto e sintetizzare in modo personale l’argomento, mai riportare lo stesso testo di un altro blog saremo penalizzati da Google. Il nostro articolo deve contenere almeno dalle 800-1200 parole per risultare di interesse per Google, in passato bastavano 500 parole per essere ritenuti di interesse.

Quando scriviamo la prima regola è la semplicità, evitiamo le perifrasi e i giri di parole, chi ci legge dal web desidera una trattazione immediata e accattivante tale da catturare la sua attenzione. È importante saper scrivere bene sul web ma l’optimum è smuovere l’interesse di chi ci legge e indurlo all’azione finale. Non siamo un’enciclopedia noiosa dobbiamo metterci nei panni dell’utente Google e rispondere ai suoi interrogativi. Per fare questo ricordiamoci le volte in cui abbiamo fatto una ricerca su Google, quali parole abbiamo usato, su quali siti è caduta la nostra attenzione?

 

Ma andiamo per gradi!

Come si struttura un articolo?

Mappa mentale

La prima cosa è avere ben chiara la mappa mentale di sviluppo del nostro topic. Vi ricordate i famosi schemi di sintesi che preparavamo a scuola per metabolizzare le discipline orali? Ebbene il senso è lo stesso! Ricordiamoci che più approfondiamo, ed entriamo nel dettaglio, più Google ci premia.

Cosa cercano gli utenti su Google?

Utilizzando il motore di ricerca Google e alcuni strumenti gratuiti possiamo valutare le parole chiavi. Cercando una parola o una stringa su Google si generano una serie di domande a catena corrispondenti alle ricerche degli utenti. Ebbene quelle domande rappresentano il nostro punto di partenza perché sono le stringhe più ricercate da chi naviga in Rete.

Come cercare le main  keyword e quelle correlate?

Utilizzando strumenti gratuiti o a pagamento possiamo effettuare la ricerca delle parole chiavi e di quelle correlate e valutare il loro punteggio nella ricerca degli utenti. Tra questi Seozoom, Ubbersuggest, AnswerthePublic, Moz e tanti altri ancora.

Struttura in: titoli, paragrafi, elenchi puntati.

Il testo va diviso in: titoli, sottotitoli, descrizioni, paragrafi, citazioni. All’interno occorre inserire link esterni, video, immagini, elenchi puntati, grassetti, tutto per creare velocità e facilitazione di lettura.

Il Titolo:

il formato deve essere breve e conciso

  1. 10 consigli per un’abbronzatura perfetta
  2. Gli scrub fai da te
  3. 10 step per tonificare il tuo corpo
  4. Fai da te
  5. Come fare una (…)
  6. Quale scrub scegliere
  7. Dipingere casa

Quelli sconsigliati sono ad esempio:

Un’abbronzatura perfetta per l’estate a base di menabronzolo
Gli scrub più efficaci per una pelle pulita e liscia
Tonificare il tuo corpo in modo semplice e veloce


In questi ultimi casi abbiamo utilizzato titoli lunghi e poco centrati. Se riuscissimo ad essere più dettagliati è meglio.

Il Sottotitolo è una frase di una o due righe posta appena sotto al titolo e segue le stesse regole, è maggiormente descrittivo. È preferibile formulare delle frasi-domande sintetiche.

A seguire, dopo il titolo, va inserita una prima descrizione generica che deve incuriosire il lettore e deve spingerlo a continuare la lettura.

Successivamente cominciamo ad articolare il primo paragrafo in cui cominceremo la trattazione dell’argomento seguendo lo schema precedentemente realizzato.  A questo punto cominciamo ad inserire qualche immagine attinente.
La formattazione del testo è molto importante! È bene dividere il testo in tanti mini paragrafi, inserire grassetti per evidenziare le parole chiavi, creare elenchi puntati che rimandino ai sottotitoli dei paragrafi.

 Gli elenchi puntati

Gli elenchi puntati servono a scandire la lettura del testo, a renderlo più leggibile e veloce. Si utilizzano i numeri se si tratta di fasi che si susseguono, si utilizzano i punti se invece si indica un elenco di prodotti o servizi.

Nella scrittura dell’articolo occorre utilizzare un elenco puntato perché sono molti apprezzati dalla ricerca di Google. Ovviamente occorre fare una differenza, se dobbiamo fare la spiegazione di un procedimento allora utilizziamo questo elenco numerico:

  1. Prepara lo scrub con olio, burro di karitè, zucchero
  2. Amalgama bene gli ingredienti
  3. Copri il viso con la crema creata
  4. Massaggia il viso con movimenti circolari
  5. Lascialo per 20 minuti circa
  6. Sciacqua con abbondante acqua

Se invece si tratta di un elenco di prodotti allora utilizziamo questo:

  • Biscotti
  • Mais
  • Pane
  • Latte
  • Farina

Come creare la libreria dei media

Foto

Le foto da utilizzare devono essere a bassa risoluzione e non apparire sgranate. Inoltre, è bene utilizzare sempre foto gratuite e soprattutto non coperte da copyright. Per questo suggeriamo portali come Pixabay, Pexels. Solo se l’azienda ci autorizza possiamo utilizzare le immagini presenti su un sito ufficiale. Consigliamo foto singole e gallerie di foto. Le foto vanno etichettate con la parola chiave dell’articolo.


Video e pdf

Se stiamo scrivendo sui prodotti di una azienda è bene inserire il pdf originale del catalogo mediante un link che ci permette di scaricarlo. Anche i video sono un materiale importante da linkare in quanto catturano l’attenzione. È bene inserirli a fine articolo.

Call to Action: come si fa?

Call to Action o Invito all’azione induce qualcuno a sceglierci! Come si struttura?

In effetti dovrebbe essere una normale conseguenza dell’articolo argomentato. Solitamente viene posto alla fine dell’articolo anche se molti tendono a ripeterlo anche a metà. Non lo suggeriamo, innanzitutto, perché a metà articolo non siamo stati ancora molto esaustivi e poi, perché rischiamo di essere ripetitivi. Ma chiaramente la regola sopra detta non è universale ogni contesto richiede una riflessione a sé stante.

Misurazione efficacia dell’articolo

Che risultati abbiamo raccolto? Quanti hanno approfondito e cliccato alla fine del nostro testo?

Queste domande ci fanno comprendere che nulla viene fatto a caso in Rete. La raccolta dei risultati, in termini statistici di analisi, è fondamentale per comprendere se il nostro orientamento è giusto o no! Ci aiuta a capire se siamo nella corretta direzione in termini di strategia, se risultiamo interessanti, accattivanti, risolutivi o al contrario ripetitivi, poco centrati su gli argomenti.